Innovare l'organizzazione si può

Siamo sempre più collegati ed interconnessi
a 40 anni dall'invio della prima mail il mondo è diventato una gigantesca rete che rende istantaneamente accessibili le informazioni e consente di condividerne facilmente di nuove. Il cambiamento diventa sempre più facile e siccome lo è per tutti, risulta sempre più difficile prevederne la direzione. 

Attualmente, gran parte delle organizzazioni si basano su un modo di lavorare concepito oltre 100 anni fa per le sfide e le opportunità dell'era industriale. Attività statiche e routinarie, strutture gerarchiche di comando e controllo predisposte per sviluppare l'efficienza e la prevedibilità ostacolano il libero flusso delle informazioni, la rapidità di apprendimento e l'adattabilità al cambiamento. La vendita si basa ancora principalmente sul passa parola e su metodi tradizionali. La collaborazione e la condivisione delle informazioni ancora stentano ad entrare nel DNA organizzativo.

Il divario fra la ricerca di efficienza e prevedibilità e la crescente imprevedibilità del mondo che circonda l'impresa ha raggiunto ormai un punto critico. 

In azienda si lotta per soddisfare il mercato. I Collaboratori presi fra il fuoco di Clienti sempre più esigenti ed i loro referenti sempre più a corto di modelli di riferimento stanno diventando più disillusi e meno motivati. I "Capi", a loro volta, presi fra investitori (spesso loro stessi!) scontenti e la concorrenza sempre più aggressiva hanno difficoltà a definire un percorso di rilancio. Gli individui (quindi tutti noi), dal canto loro (siamo sempre noi!), vogliono un mondo migliore per se stessi e le loro comunità e guardano verso organizzazioni e modelli organizzativi con obiettivi più ambiziosi per gli anni a venire, che siano in grado di influenzare il nostro futuro collettivo e gestire le complessità all'orizzonte.

Serve un nuovo modo di concepire l'organizzazione, un modello che consenta di rispondere ai cambiamenti con fluidità e che sia utilizzabile sia da grandi che piccole organizzazioni. 

LA RESPONSIVE ORGANIZATION

Una possibile risposta esiste e si chiama Responsive Organization, ovvero organizzazione che "risponde" al cambiamento. Questo modello ha preso forma negli ultimi anni e sono già molte le organizzazioni piccole e grandi che lo hanno adottato con successo.

Un'organizzazione responsive: 

  • è basata sull'apprendimento continuo ed il flusso aperto delle informazioni 
  • incoraggia la sperimentazione
  • ha cicli molto rapidi di aquisizione di nuove conoscenze
  • basa l'organizzazione su reti di collaborazione
  • ha clienti e partner motivati da propositi condivisi

Ci sono molti movimenti emergenti che promuovono questi modelli organizzativi e nel libro Reinventing Organizations di Frederic Laloux si trova un analisi approfondita molto utile per comprendere queste nuove dinamiche. Esiste anche il manifesto della Organizzazione Reponsive che si sta diffondendo molto velocemente. Cresce inoltre la popolarità del concetto di Olocrazia che consiste in nuove formule di governo dell'impresa in cui, in nome dell'agilità organizzativa, molto del potere decisionale è demandato ai gruppi di lavoro lasciando al centro solo le funzioni di governance.

I tempi sono ormai maturi per affrontare il cambiamento con una rinnovata prospettiva. Ci sono aziende grandi e piccole che lo stanno facendo e con risultati sorprendenti. I metodi sono disponibili e facilmente accessibili. 

Che fare quindi?
Rassegnarsi al fatto che si tratta di teorie astratte, comunque applicabili solo a realtà diverse da quelle in cui si lavora ogni giorno, e attendere passivamente un cambiamento che avrà caratteristiche forse difformi dalle nostre necessità. Oppure partecipare ad un gruppo di lavoro su questo tema, aggiornare le proprie competenze e predisporre un piano evolutivo per la propria realtà. A breve organizzeremo workshop a Milano e direttamente in Azienda per chi fosse interessato ad approfondire.

 

 

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